Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno avviato il dialogo mercoledì 19 gennaio, al fine di risolvere la controversia sulle tariffe che sono state imposte dall’amministrazione Trump su alluminio e acciaio importati.

Gli alti funzionari commerciali di Washington e Londra hanno riferito che sono impegnati a lavorare per un risultato rapido derivante da un eccesso di capacità globale di alluminio primario, principalmente a causa della Cina.

Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Katherine Tai e il segretario al commercio Gina Raimondo hanno incontrato virtualmente il segretario al commercio internazionale della Gran Bretagna Anne Marie Trevelyan e si sono impegnati a trovare soluzioni efficaci.

Le tariffe imposte alla Gran Bretagna hanno causato attrito con gli Stati Uniti, che, a loro volta, si sono rivalsi con dazi punitivi sulle merci americane.

I funzionari hanno discusso l’impatto sulle loro industrie derivante dall’eccesso di capacità globale guidato in gran parte dalla Cina. Le distorsioni che risultano da questo eccesso di capacità rappresentano una seria minaccia per le industrie dell’acciaio e dell’alluminio orientate al mercato negli Stati Uniti e nel Regno Unito UK, e per i lavoratori di queste industrie.

Nel giugno 2018, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva prima imposto una tariffa del 10 per cento sull’alluminio e del 25 per cento sull’acciaio, confermando che l’eccessivo dumping dei metalli avrebbe causato effetti negativi sui produttori nazionali.