I dati doganali dalla Cina indicano che il paese è stato un esportatore netto di stagno raffinato anche a marzo. Le esportazioni nette sono state circa quattro volte superiori a quelle di febbraio.

I dati rivelano che, a marzo, le importazioni di stagno raffinato sono scese a 102 tonnellate, in calo di circa il 78%. Si tratta del livello più basso di importazioni da agosto 2019 (97 tonnellate). Le esportazioni, invece, sono aumentate di circa il 28% a 939 tonnellate, il livello più alto da aprile 2019. Le esportazioni nette complessive hanno raggiunto 837 tonnellate, il livello più alto da aprile 2019.

L’aumento delle esportazioni di stagno raffinato durante il mese di marzo è strettamente legato all’arbitraggio delle esportazioni. Durante il mese, l’arbitraggio medio a circa US$ -4.210/tonnellata, incentivando fortemente le aziende a spedire il metallo sul mercato internazionale.

Questa tendenza si invertirà solo se il prezzo cinese potrà mostrare una forte performance costante e superare il prezzo LME. Tuttavia, il prezzo cinese è già considerato alto e, a quanto si dice, sta sopprimendo la domanda in una certa misura. Oltre a questo, le autorità cinesi hanno annunciato che seguiranno i prezzi delle materie prime più da vicino, e sono pronti a prendere misure per stabilizzare i prezzi delle materie prime.

E’ proseguita anche nel mese di marzo 2021 la flessione delle importazioni di stagno da parte della Cina, passando dai 18,81 mln di $ di febbraio ai 16,53 mln di $ di marzo 2021, con un calo su base mensile del 14,15% mentre su base annua (marzo 2021/marzo 2020) la flessione è stata del 41%.
Per quanto riguarda le esportazioni, quest’ultime sono decisamente esplose al rialzo, raggiungendo quota 28,343 mln di $, con una crescita del 56,43% (su base mensile) e del 190% (su base annuale).

Gli spread temporali del LME rimangono fortemente stressati. Alcune parti del mondo sembrano aver esaurito il metallo essenziale per la saldatura dei circuiti.
La Cina si sta facendo avanti come fornitore di ultima istanza, il paese infatti è passato da importatore netto a esportatore netto di stagno raffinato, almeno nel primo trimestre del 2021 (come si nota dal primo grafico la linea verde che rappresenta la differenza tra export ed import è passata in positivo in favore delle esportazioni).
La Cina è il più grande produttore mondiale di stagno, ma è stato un importatore netto costante per la maggior parte del 2019 e tutto il 2020.

Se osserviamo le esportazioni su base cumulata (gennaio+febbraio+marzo 2021) è possibile non notare come la Cina nei primi tre mesi del 2021 abbia esportato già più della metà delle esportazioni dell’anno precedente (2020).
Un altro evento favorevole per le esportazioni cinesi è stato il forte arbitraggio tra il contratto di stagno dello Shanghai Futures Exchange (ShFE) e il LME.
Finché questa finestra di arbitraggio rimarrà aperta, ci si può aspettare ulteriori risalite delle esportazioni.


Apri la chat