Zijin Mining, il più grande minatore d’oro cinese e uno dei principali produttori di rame del paese, ha iniziato le operazioni nella sua miniera di rame e oro Cukaru Peki in Serbia.

La risorsa, parte del progetto Timok, dovrebbe rendere il paese balcanico il secondo più grande produttore di rame d’Europa. Zijin ha versato 474 milioni di dollari fino ad oggi nella nuova miniera sotterranea e ha riferito ce la zona superiore è progettata per lavorare 3,3 milioni di tonnellate di minerale all’anno.

La prima parte del progetto prevede l’estrazione di un corpo minerario di altissimo grado. Si prevede di produrre 50.000 tonnellate di rame.

Cukaru Peki era originariamente previsto per iniziare la produzione nell’estate del 2021, con una produzione media iniziale di rame di 91.000 tonnellate all’anno e una produzione annuale di oro di circa 200.000 once. Ora ci si aspetta che aumenti gradualmente la produzione fino a raggiungere un picco di 135.000 tonnellate di rame all’anno.

Il governo della Serbia prevede che il settore minerario in forte espansione del paese inizierà a generare tra il 4% e il 5% del suo PIL totale in meno di 10 anni, un aumento significativo dal suo attuale 2%.

Nel 2018 Zijin Mining è diventato il partner strategico della Serbia in RTB Bor, l’unico complesso di rame del paese, impegnandosi a investire 1,9 miliardi di dollari in sei anni in cambio di una quota del 63%.

Da allora, ha investito 142 milioni di dollari per migliorare l’ecologia e l’ambiente locale, che è più del doppio dell’importo concordato in un accordo strategico con la società, secondo Zijin.

L’impresa Zijin-RTB Boor si è sviluppata mentre la Serbia ha approfondito i suoi legami con la Cina, nonostante la preoccupazione dell’Unione europea, a cui lo stato balcanico sta cercando di aderire.

RTB Bor, nella Serbia orientale, è stata la chiave per lo sviluppo del settore industriale della Serbia prima del crollo della Jugoslavia comunista nei primi anni ’90. Tuttavia, più tardi è diventata un peso per l’economia in difficoltà del paese a causa delle pratiche scorrette e delle sanzioni internazionali durante il regime del presidente Slobodan Milosevic.

La compagnia ha dovuto interrompere temporaneamente il lavoro nella miniera in aprile a causa di una presunta violazione delle norme ambientali del paese.

All’unità serba è stato ordinato di completare in via prioritaria un impianto di trattamento delle acque reflue nella miniera per evitare di inquinare il fiume Pek, un affluente del Danubio.


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